Ecco un’altra bellissima recensione di Albion. Ringraziamo di cuore la bravissima Angela di Club Urban Fantasy.
Attenzione: contiene spoiler!

Albion è il romanzo dell’autrice emergente, Bianca Marconero, che dopo essersi occupata di testi per la prima infanzia, approda al fantasy e alla narrativa per ragazzi. Albion non rappresenta solo l’esordio dell’autrice, ma anche quello della sua stessa casa editrice. Infatti la Limited Edition Books entrerà nel mondo dell’editoria italiana proprio con quest’opera, in uscita l’8 marzo 2013. Come loro stessi ci tengono a informarci: Limited Edition Books è una casa editrice emergente. Nell’ambito del suo programma editoriale prevede pubblicazioni su carta ed e-book che declinino l’immaginario per il tramite di parole e di immagini, proponendo paranormal fiction di autori italiani, libri a tema realizzati da opinion leader del web, libri per ragazzi e libri a fumetti. Limited Edition Books ha il piacere di annunciare l’imminente uscita di ALBION, il primo romanzo fantasy di Bianca Marconero.

Veniamo ora al romanzo. Protagonista è Marco Cinquedraghi, che oltre ad essere orfano di madre e ad aver perso il fratello a causa di una caduta da cavallo, all’inizio del romanzo affronterà il funerale del nonno: Edoardo Cinquedraghi, che l’aveva cresciuto come fosse un padre. La famiglia Cinquedraghi è una famiglia molto ricca e influente a Roma (legati alla politica) e il funerale sarà solamente un’altra circostanza in più per dimostrarsi tali. Tommaso Cinquedraghi, il padre di Marco, dopo la morte della moglie si è risposato con Sophia Ricciardi Sezzi, una donna di 25 anni, che tenta di fare da matrigna a Marco, con scarsi risultati. Marco dal canto suo è un ragazzino di 17 anni molto pieno di sè, arrogante, che tratta tutti dall’alto in basso. Per essere totalmente onesta all’inizio mi è stato antipatico, per via della sua insensibilità alla morte del nonno, a quella del fratello Riccardo (posso capire a quella della madre, non avendola mai conosciuta), ma anche per il suo carattere. Con il proseguire della trama non è che l’abbia amato anzi, ha continuato a starmi antipatico, non aspettavo altro che il momento in cui sarebbe maturato. Infatti Albion è un romanzo di formazione, oltre ad essere un romanzo fantasy contemporaneo. Però devo dire che mentre attendevo il fatidico momento dell’evoluzione, a mano a mano che proseguivo con la lettura, mi affezionavo sempre di più sia a Marco come protagonista, che agli altri personaggi.

Tornando nuovamente alla trama, Marco viene spedito a studiare in una scuola in Svizzera, l’Albion College, in cui per tradizione si dovrebbero iscrivere i primogeniti delle famiglie più ricche e influenti d’Europa, per diritto ereditario. Marco pur non essendo un primogenito, lo era il fratello ora morto (tra l’altro la caduta da cavallo di Riccardo è avvenuta proprio all’Albion), viene invitato a iscriversi alla scuola saltando i primi due anni e arrivando direttamente al terzo. La proposta in realtà era arrivata due anni prima, ma il nonno si era opposto. Il padre di Marco invece decide di mandarlo. All’Albion oltre agli alunni regolari, vi sono anche i borsisti, ragazzi che non potendosi permettere la retta del College, studiano e lavorano contemporaneamente (svolgendo servizi per la scuola). I dormitori delle due classi sociali all’interno della scuola sono separati, si forma quindi un microcosmo in cui “chi conta” se la prende con il più debole. A tutto ciò inizialmente Marco non si sottrae, poiché si ritiene influente, figo, appartenente al gruppo di persone “che contano”. La sua idea dei borsisti inizierà a cambiare progressivamente, soprattutto per via di Helena, una dolce ragazza spagnola (che ho amato da subito a differenza di Marco)

Le materie studiate all’Albion sono veramente “particolari” si passa da quelle umanistiche, con lo studio di lingue antiche, a materie “sportive” quali la scherma antica (con la cosiddetta “caccia”) e la giostra medioevale (in cui i due contendenti a cavallo cercano con la lancia di disarcionare o colpire l’avversario). In un primo momento ho pensato che per dei ragazzi, che dovrebbero entrare in quella scuola all’età di 15 anni, fossero materie troppo difficili da affrontare (ma naturalmente questo è un pensiero razionale xD). Le materie “sportive” sono quelle che più mi affascinano e in cui il nostro protagonista Marco sembra essere più portato.

All’Albion Marco conoscerà tanti ragazzi, i personaggi sono veramente tantissimi e molto spesso è difficile (almeno per me lo è stato) ricordarsi tutti i nomi (essendo molti di questi nomi particolari), oltre a ciò l’autrice a volte li chiama per nome, altre volte per cognome e questo mi ha reso le cose ancora più difficili (la mia memoria non è più quella di una volta). Oltre ai suoi compagni regolari, farà la conoscenza di alcuni borsisti, tra cui (come dicevo in precedenza) Helena e Deacon (migliore amico di Helena), che dimostreranno fin da subito di non sopportare per niente (avendo tra l’altro pienamente ragione) Marco.

La narrazione procederà in terza persona, con il punto di vista di Marco per la maggior parte del tempo, alle volte però si passerà a quello di Helena o Deacon, o anche a quello di altri personaggi. All’inizio questo cambio di punto di vista mi ha fatto un po’ storcere il naso, soprattutto visto che avveniva all’interno di uno stesso capitolo, alla fine l’ho apprezzato perché riesce a far conoscere la storia nella sua totalità. Un’altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è l’utilizzo di parole poco comuni (chiosare, elicoidale, pronao, lesene, calandra, torrioni, mastio, cimase, cicaleccio, solo per elencarne alcune. Ammetto la mia ignoranza in alcuni casi ho dovuto fare affidamento al buon vecchio dizionario per capirne il significato preciso), in alcune circostanze avrei fatto a meno, per rendere la lettura più scorrevole (visto che comunque l’opera è indirizzata ad un pubblico giovane e il punto di vista è quello di un ragazzino di 17 anni). I termini usati sono molto tecnici nel descrivere le ambientazioni. Un’altra cosa che ho notato è l’uso eccessivo del punto esclamativo, questo soprattutto durante i dialoghi (mi potrete dire ma che ti frega, ma a me danno fastidio).

I personaggi scopriranno di avere particolari attitudini paranormali, ci sarà chi avrà poteri di guarigione, chi saprà leggere nel pensiero, chi avrà capacità telecinetiche, chi avrà il potere di condizionare lo stesso nostro protagonista Marco. La scuola in realtà non è un semplice college, ma nasconde un mistero, collegato in qualche modo al monastero di Montecassino in Italia (dove i protagonisti andranno durante le vacanze di Natale) e al mito di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda.

Fin da subito ho tifato per una possibile storia d’amore tra Marco e Helena, anche se Marco non si limiterà all’inizio e frequenterà ben due ragazze contemporaneamente (Rebecca, la ex di suo fratello e Yanka) e anche se Helena sembra essere più affezionata al suo miglior amico Deacon. Il nostro protagonista quindi elvolverà e capirà il vero valore dell’amicizia, scoprirà il vero amore, l’onore, la lealtà, tutti ideali che nel mondo di oggi tra i giovani si stanno spegnendo. E per questo devo dire di ringraziare questo romanzo, perchè in qualche modo fa riflettere i ragazzi, naturalmente senza grosse pretese (il fine principale è sempre quello di divertirsi leggendo, se poi ci si può soffermare e riflettere su certi argomenti ben venga).

In conclusione personaggi ben caratterizzati (anche se sono troppi), storia originale (malgrado l’ambientazione scolastica), padronanza del linguaggio ottima (anche se alcuni termini tecnici potevano essere evitati), ottime descrizioni e introspezione dei protagonisti, i dialoghi forse sarebbero da migliorare. Appassionante, piacevole, per cui, malgrado gli elementi a sfavore che ho analizzato in questa recensione (nessun romanzo è perfetto), lo consiglio.

Fonte: cluburbanfantasy

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